I Frutti di Boskov

L'avventura dello sventurato Ventura

14 novembre 2017

L'Italia non si qualifica al mondiale per la seconda volta nella storia della competizione. Non succedeva dal 1958.

I demeriti di questa penosa esclusione sono da attribuire non solo allo sventurato commissario tecnico ma a tutta la Federazione Italiana Giuoco Calcio che non ha saputo, in questi anni, ottenere una squadra in grado di dare risultati concreti.

Per quanto riguarda Ventura, invece, il discorso è diverso. La sua carriera azzurra è iniziata all'insegna del rinnovamento e del ringiovanimento dei ranghi. Inizialmente ci sono stati buoni segnali, che sono andati via via sfumando assieme alle presenze dei giovani nella squadra.

Ventura ha infatti progressivamente rinunciato a questa nuova visione dell'Italia, rifugiandosi sempre di più tra le sicure coperte dei veterani, affidabili sì, ma senza esagerare.

L'errore più grande del buon Gianpiero è stato quello di voler dotare la nazionale di un gioco giovane e fresco, votato all'attacco e al dominio del pallone. Il 4-2-4 serviva appunto a creare molteplici occasioni per i terminali offensivi e dare spinta sull'ampiezza delle fasce.
La tradizione quasi secolare dell'Italia prevede invece un gioco caratterizzato da una fase difensiva molto tenace con relative ripartenze in velocità a pungere le difese avversarie rimaste scoperte. Siamo talmente bravi in questa tattica che ha preso il nome di "gioco all'italiana". Insomma non c'è da vergognarsi, ognuno mette in campo le armi che ha a disposizione. In una generazione così povera di talenti sarebbe forse bastato puntare sull'affiatamento del gruppo e sfruttare la velocità delle giovani ali a disposizione (Insigne ed El Shaarawy ad esempio) nelle ripartenze.

Il problema generazionale, di cui ormai si parla dal lontano mondiale del 2010 in Sudafrica, non è mai stato affrontato né tantomeno risolto. A livello federale non ci sono segnali di svolta e di certo non ce li si può aspettare da Tavecchio in questo momento (anche se sarebbero necessari, anzi, dovuti).
I settori giovanili dei club sono zeppi di stranieri. Una regolamentazione nella limitazione dei giovani di altre nazionalità sarebbe un piccolo passo verso l'ottica di valorizzare maggiormente il patrimonio calcistico nazionale.

Si potrebbero fare molti altri discorsi di questo tipo, ma non cambia la tremenda realtà del fatto che la nazionale italiana continua a soffrire di una scarsissima lungimiranza a livello progettuale. E a parte Ventura, che non ha saputo tenere in considerazione i limiti tecnici della rosa, tutto il sistema calcio nostrano andrebbe rivoluzionato (o almeno modificato) per poter sperare di avere qualche chance di giocare il mondiale del 2022, senza dover ascoltare ancore una volta questi noiosi discorsi e parlare solo di calcio giocato (e magari vittorie).

Clicca qui per litigare come al bar »
#ventura  #italia  #nazionale  #qualificazioni  #mondiale  #italiafuoridaimondiali 

L'insostenibile leggerezza di Icardi

18 ottobre 2017

Che poi, a pensarci bene, non ti sembra nemmeno. I gol di Icardi non sono così sensazionali (a parte quello in acrobazia nel derby) da restare negli occhi per mesi e mesi. Mauro Icardi segna in modo costante e silenzioso, senza destare troppo clamore. Un po' perché è quello che ci si aspetta da lui, un po' perché le sue giocate sono semplici e pulite.

Le azioni dell'argentino non sono mai sopra le righe, non ha movenze feline da fenomeno. Non è nemmeno un mago del dribbling e, pur non mancando di una certa agilità, non è un velocista puro.
No, Mauro Icardi non sembra affatto il prototipo del miracolo calcistico a guardarlo da fuori. La sua abilità sta in un'altra caratteristica: il senso del gol.

Maurito è esattamente quel genere di attaccante che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto; anzi, di più, fa si che le azioni della sua squadra lo facciano essere dove dovrebbe essere con tempismo perfetto. È un attaccante di raccordo, che dialoga con i compagni non tramite le giocate ma attraverso i movimenti. Ha un sesto senso naturale sul dove arriverà la palla in un certo momento della partita, non perché sia fortunato, ma perché fa in modo che il pallone arrivi nel posto in cui lui si trova.

Il concetto è difficile da rendere, ma se fate caso alle sue giocate, sembrano sempre per la maggior parte semplicissime. Icardi non sembra faticare o sgomitare per segnare, pare piuttosto che segni i gol del calcetto infrasettimanale. Semplice, tranquillo, rilassato. Ogni tanto un gesto atletico, ma nulla di troppo osè.

È un giocatore che si muove solo in funzione del pallone, e difficilmente lo vediamo sacrificarsi nelle fasi difensive (seppur negli ultimi anni sia migliorato molto anche sotto questo aspetto). Ma inserito in una squadra come questa Inter "spallettiana", organizzata ed efficiente, diventa letteralmente devastante. Certamente realizzativo. Sicuramente garantito. Semplicemente efficace.

Molto probabilmente questa concretezza disarmante lo porterà ad essere ancora una volta uno dei migliori marcatori del torneo. Le difese avversarie sono avvisate (ma tanto giàllosapevano).

Clicca qui per litigare come al bar »
#icardi  #inter  #serieA  #bomber  #capocannoniere  #maurito