I Frutti di Boskov

L'esplosione di Dybala e la gestione del talento

19 settembre 2017

8 gol in 4 gare disputate. 2 gol a partita. Un gol ogni 45' giocati.
Una media pazzesca per Paulo Dybala che ha iniziato alla grande la stagione 2017/18 a suon di reti.
Grazie a questo rendimento prodigioso l'argentino è stato paragonato, in queste ultime settimane, al suo famoso connazionale Lionel Messi, incoronandolo come "erede" nella selezione albiceleste.

Con le dovute cautele, è fuori discussione che lo stato di forma di Dybala abbia cambiato il volto delle partite di una Juventus non troppo brillante, e che ogni pallone toccato si sia trasformato in oro per la squadra.
Uno dei meriti di questo rendimento è da attribuire all'ambiente di Torino ed allo staff tecnico bianconero che, in questi anni, hanno saputo coltivare il giovane senza esporlo eccessivamente ai riflettori, dandogli i meriti senza esagerare e senza condanarlo alla gogna pubblica nelle giornate storte.

Troppo spesso infatti i ragazzi talentuosi finiscono sui rotocalchi sportivi, bersagliati da giornalisti affamati di scoop, e vengono caricati di una pressione ingiustificata. È raro che l'esito negativo di una partita sia da attribuire ad un singolo giocatore, così come il contrario. Per un giovane calciatore di vent'anni è facile sentirsi inadeguato in un ambiente che lo esalta o lo condanna. È importante invece sentirsi parte di un gruppo che può giocare bene o male, ma senza leader da osannare o crocifiggere.

Dybala è arrivato in bianconero dopo tre ottime stagioni disputate con la maglia del Palermo, pagato il giusto per un giocatore giovane, talentuoso e dunque promettente. Dalla sua ha il merito di avere un approccio professionale al lavoro ed una passione per la disciplina. Paulo Dybala non fuma, non si droga e non dice parolacce. L'ambiente in cui si vive è però fondamentale per riuscire a migliorarsi, senza distrazioni, con costanza ed impegno. La Juventus ha sempre avuto un gruppo solido di grandi professionisti, guidati da una dirigenza fra le più esperte e lungimiranti del panorama italiano (e forse anche europeo).

Massimiliano Allegri, con i suoi pro e contro, è riuscito a gestire il minutaggio del ragazzo senza eccessi, mettendolo sempre più al centro del gioco juventino, riuscendo così a costruire un campione da un germoglio di talento.

Per affermarsi definitivamente gli manca la consacrazione a livello internazionale, con il club e con la nazionale. Nelle partite cruciali dovrebbe riuscire a diventare il trascinatore della squadra, l'uomo risolutivo, cosa che ancora non ha acquisito in modo costante. Dybala è infatti un ottimo attaccante ma finora ha dimostrato di essere discontinuo nella gestione della pressione psicologica derivante da un incontro importante. Può essere determinante oppure un fantasma, al 50 e 50. Insomma, non è una garanzia nonostante la sua innegabile classe.
Niente di grave, sotto questo aspetto è in buona compagnia. Molti infatti sono i campioni che ciccano clamorosamente le partite importanti; uno su tutti, il buon vecchio Ibra, che in ambito europeo ha quasi sempre inanellato prestazioni ben al di sotto degli standard ai quali era solito in campionato.

Dybala è giovane, ma non troppo, e il suo margine di crescita potrebbe non essere così ampio come si pensa. Con tutta probabilità le prossime due stagioni saranno le migliori della carriera, ma se dovesse anche solo restare su questi livelli chi davvero si lamenterebbe?

#dybala  #juventus  #serieA  #Calcio 

L'Italia torna a colonizzare l'Europa calcistica

15 settembre 2017

Dopo anni bui di assenza dalle coppe e figuracce varie, riecco Milan, Atalanta e Lazio trionfare in campo continentale. Il 5-1 del Milan contro l'Austria Vienna dà un segnale positivo all'ambiente rossonero dopo la sconfitta con la Lazio in campionato. L'incredibile (ma nemmeno troppo) 3-0 dell'Atalanta sull'Everton conferma l'ottimo stato di forma dei bergamaschi guidati da Gasperini e consolida più di una certezza nelle file della Dea.
Infine la Lazio che fatica un po' contro il Vitesse ma alla fine dei 90' esce vincitrice in rimonta, con tre gol fatti e due subiti. A confermare che il 4-1 sul Milan nel turno precedente di Serie A non è arrivato per caso.

I club italiani ripartono dunque dall'Europa League, alla conquista di una competizione mai davvero dominata. Anzi, possiamo dire che il territorio di caccia preferito è sempre stata la classe superiore, la Champions League. Ora, grazie anche ai capitali stranieri, le squadre dello stivale riemergono e ritornano, partendo dal basso, ad occupare quei posti sui quali da sempre stavano sedute.

Il nostro calcio ha subito, negli ultimi dieci anni circa, un drastico processo di involuzione. L'Italia calcistica, in generale, è rimasta indietro e non ha saputo rinnovarsi adeguatamente ai cambiamenti. Da parecchio tempo infatti non si vedono formazioni italiane dominare le partite del mercoledì sera (fatta eccezione per la Juventus) ma è interessante vedere che il livello si è assestato su un gradino leggermente più basso, ma avendo comunque compiuto un rimarchevole passo in avanti.

Bene dunque le vittorie di Milan, Atalanta e Lazio, sperando possano continuare il percorso, arrivare sempre più avanti nel tabellone e consolidare questa tendenza virtuosa. Sarebbe magnifico averle tutte e tre in semifinale, con un derby tricolore!

#uefa  #europaleague  #milan  #lazio  #atalanta